Il 17 gennaio, quando l’inverno avvolge Cerveteri con la sua aria pungente, il Rione Boccetta si anima di voci, profumi e antichi rituali. È il giorno dedicato a Sant’Antonio Abate, una ricorrenza che non è soltanto una festa religiosa, ma un vero e proprio momento di identità collettiva, capace di unire generazioni diverse nel segno della tradizione.
In passato, quando la vita quotidiana era scandita dai ritmi della terra e dall’allevamento, Sant’Antonio Abate rappresentava una presenza indispensabile. A lui si affidavano gli animali, le stalle e il lavoro di un intero anno, nella speranza di protezione e prosperità. Ancora oggi, questo legame profondo con il passato continua a vivere nella memoria e nei gesti della comunità.
Percorrendo le strette stradine del Borgo, si giunge alla chiesa dedicata al santo, un edificio che affonda le sue radici intorno al 1200. Le sue mura antiche custodiscono silenziosamente secoli di storia. All’interno, gli affreschi raccontano epoche diverse e testimoniano il passaggio del tempo: tra questi spicca un’opera attribuita a Lorenzo da Viterbo, arrivato a Cerveteri per sfuggire alla peste, lasciando qui un segno indelebile della sua arte.
Al centro della devozione si trova la statua di Sant’Antonio Abate, una scultura solenne, ricavata da un unico pezzo di legno, alta circa un metro. Segnata dal trascorrere degli anni, la statua è tornata a splendere grazie al restauro promosso nel 2015 dagli abitanti del Rione Boccetta, un gesto che racconta l’amore e il rispetto per le proprie radici.
La giornata di festa inizia al mattino con la Santa Messa, momento di raccoglimento e preghiera. Subito dopo, il freddo invernale viene addolcito dalla distribuzione di cioccolato caldo, offerto dai residenti: una tradizione semplice, ma capace di creare calore umano e condivisione. Nel pomeriggio, la comunità si ritrova nuovamente per la Messa vespertina e la benedizione del pane, simbolo di lavoro, sostentamento e continuità.
Quando il sole cala, i profumi della festa invadono le strade: cioccolata calda, vin brulé, ciambelle fritte e le immancabili frittelle di Sant’Antonio accompagnano i momenti di incontro e di dialogo. Così, tra sapori antichi e sorrisi condivisi, la festa di Sant’Antonio Abate si intreccia con i festeggiamenti del Carnevale, chiudendo un ciclo che rinnova, anno dopo anno, il valore delle tradizioni nella vita moderna.
